Sentimento dello spazio

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Sugli autobus chi legge un libro viaggia gratis 22 agosto 2015

Filed under: libri,silenzio,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 09:42

Promuovere la lettura premiando chi legge (e non criticando chi non lo fa): ecco l’idea che ha spilettura_autobus_04nto la città rumena di Cluj-Nalettura_autobus_00poca a lanciare l’iniziativa Travel by book, regalando, per alcuni giorni, la possibilità di viaggiare gratuitamente a chi saliva a bordo degli autobus locali portando con sé un libro da leggere.

È accaduto in Romania, grazie all’intuizione di un privato cittadino amante della lettura, Victor Miron. Miron ha avanzato la proposta di concedere trasporti gratis a chi legge al sindaco, Emil Bloc, che a sua volta l’ha rilanciata sulla sua pagina Facebook, ottenendo un feedback molto positivo.

E così, dal 4 al 7 giugno scorsi, dopo un anno di impegno, lo spunto di Miron è finalmente diventato realtà: tutti coloro che leggevano un libro hanno potuto usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici di Cluj-Napoca.

 

Il senso del viaggiare 15 ottobre 2012

Filed under: abitare,antropologia,paesologia,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 14:42

articolo di Eliana Petrizzi pubblicato sul blog della Paesologia

 

Si sfibra un luogo nella bocca di chi non ha mai viaggiato, in quella del turista che ne pronuncia il nome come fosse il marchio di una griffe di moda. Poi, di quel luogo, il turista non sa niente e niente imparerà neanche andandoci, perché altrove cercherà sempre e solo se stesso. Percorrere chilometri per non muoversi da casa è il segno di una povertà che toglie al viaggio il suo senso più profondo. Così, l’arrivo non si compie mai, si resta da dove si era partiti, solo in un altro posto. Si cercano gli stessi sapori e le stesse idee, ignari che il valore della diversità è nell’incontro con tutto ciò che non ci rassomiglia.
Sorvolando in aereo il Mondo, tutto quanto appartiene alla vita si annulla. Fiumi, nuvole e regioni scivolano come sotto un immenso oceano trasparente. Le città degli uomini diventano piccole macchie di malattia. Si dissipano fibre, racconti, memorie. Il viaggiatore si svuota di tutto ciò che è bordo e appartenenza, in uno smembramento in cui si compara ad ogni cosa.
Una volta arrivati, i passi del turista lasciano l’impronta di una suola che timbra chiara e tonda la marca sul bagnasciuga del litorale straniero, nel fango di una strada, nella sabbia di un deserto. Le scarpe del viaggiatore familiarizzano con i posti nuovi, vanno neutre, comode e senza rumore, in segno d’intimità e rispetto. Gli abiti stringono un patto coi colori del paesaggio, le braccia si fanno mansuete come gli arnesi usati dalla gente del villaggio, pazienti come le donne in riva ai fiumi.
Il turista vuole stare comodo, mangiare pulito. Ogni minimo imprevisto diventa l’occasione per chiedere rimborsi e risarcimenti. Il viaggiatore tante volte lascia correre e perdona. Anzi, gli stanno bene i ritardi, le ruote bucate, le aspettative deluse, le imperfezioni come parte del transito, perché ha imparato che il brutto, più che un’obiezione alla bellezza della vita, è spesso il palo a cui leghi l’aquilone.
Il turista guarda la gente di un Paese nuovo come da dietro una vetrina. La paura dell’incontro lo convince alla distanza da ciò che ignora. Sceglie cosa dare e cosa dire: farsa opportuna per ottenere quanto gli serve. Mentre lo straniero parla, il turista non ascolta: affila la sua risposta. Il viaggiatore, invece, discute con la gente, ci vive insieme. Se proviene da una civiltà troppo distante, resta in silenzio per capire con meraviglia, con una domanda, con un sorriso umile ed una doverosa revisione di se stesso.
Ci sono partenze, nella vita di ognuno, che procurano nel tempo una pericolosa forma di ignoranza. La solitudine non ci ha migliorati; ci ha chiusi, accorciati, separati. Tutti meno mondo e più paese. Sfiducia, presunzione, pregiudizio, indifferenza, garantiscono a ciascuno solo la mediocrità della sopravvivenza. E invece tante volte, uscendo dalle proprie case, affilando negli occhi un’attenzione diversa, il viaggio comincia anche senza partire. Il turista diventa viaggiatore nella tensione costante verso chi non è, verso chi non gli rassomiglia e che non vorrebbe mai essere.
E’ faticoso dare, non chiedere, sopportare. Cambiano volti, lingue, usi ed abusi. Eppure, ovunque nel tempo e nello spazio, ci ritroviamo simili. Muore ogni giorno chi è stato ignorato e rifiutato, chi non ce l’ha fatta, chi non ci arriva o che non è mai partito. Quando non comprendiamo la diversità o la pena di chi ci vive accanto, ecco la vigliacca piccolezza delle nostre vite, e il Mondo piegarsi all’indietro.
Come rimedio, andare, respirare, fare; sempre, ovunque. Operare la fede né come rinuncia né come preghiera, ma come lavoro gioioso, attento e disponibile: viaggio plurale, viaggio senza ritorno.

 

L’O di Roma 15 aprile 2012

Filed under: abitare,libri,mappe,psicogeografie,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 18:01
Riporto il Preludio del libro l’O di Roma di Tommaso Giartosio, pubblicato per Laterza nella collana “Contromano”, tratto dal blog Le parole e le cose.


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Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia 3 gennaio 2012

Filed under: abitare,geopolitica,libri,paesologia,psicogeografie,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 16:35

TerraCarne, di Franco Arminio, poeta, scrittore, regista e paesologo. Il libro, edito da Mondadori (Strade Blu), è un viaggio che parte dalle piccole realtà interne della provincia irpina ma si “estende” anche ad altre realtà della Campania, della Pianura Campana sino ad “espandersi” oltre i confini regionali, inoltrandosi nella terra della Capitanata (Daunia) quindi la parte settentrionale della Puglia, comprendente il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno. Un viaggio di “conoscenza” che arriva anche nei piccoli borghi caratteristici della Lucania.

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Breviario Mediterraneo 22 febbraio 2011

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Breviario Mediterraneo

di Pedrag Matvejevìc

Garzanti

2006

Breviario mediterraneo è un testo fondamentale per conoscere le nostre più profonde radici. In esso troviamo i grandi temi che rendevano vivo il Mediterraneo: i traffici dei mercanti, le migrazioni delle anguille, le fughe di popoli e la nascita di idee, leggende, architettura, storia, paesaggi.
“Trattato poetico-filosofico”, “romanzo post-moderno”, “portolano”, “diario di bordo”, “libro di preghiere”, “raccolta di aforismi”, “antologia di racconti-saggio”, “cronaca di un viaggio”: sono queste alcune delle definizioni che hanno accolto Breviario mediterraneo, un libro che le accetta tutte e insieme le trasgredisce, in una sfida ai generi letterari. In pagine sempre dense e appassionanti, Predrag Matvejevic ricostruisce la storia di una parola –“Mediterraneo” – e rievoca gli infiniti significati che essa include, guidando il lettore verso mille scoperte: lo stile dei porti e delle capitanerie, l’addolcirsi dell’architettura sul profilo della costa, i concreti saperi della cultura dell’olivo e il diffondersi di una religione, le tracce permanenti della civiltà araba ed ebraica, i destini e le storie nascosti nei dizionari nautici e nelle lingue scomparse, i gerghi e le parlate che cambiano lentamente nel tempo e nello spazio. Come scrive Claudio Magris nella sua prefazione, Breviario mediterraneo «è un racconto che fa parlare la realtà e innesta perfettamente la cultura nell’evocazione fantastica… È un libro geniale, imprevedibile e fulmineo».

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Psicogeografia nel cuore di Parigi 9 febbraio 2011

Filed under: architettura,mappe,psicogeografie,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 22:47
 

Elogio delle vagabonde 24 ottobre 2010

Filed under: giardini,libri,natura,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 19:23

Gilles Clément
Elogio delle vagabonde
Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
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