Sentimento dello spazio

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A scuola di paseologia con Franco Arminio 28 giugno 2012

Filed under: abitare,paesologia,psicogeografie,silenzio — Sentimento dello Spazio @ 09:41

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Abbecedario provvisorio di paesologia 16 giugno 2012

Filed under: abitare,paesologia,psicogeografie,silenzio — Sentimento dello Spazio @ 07:39

Riporto l’articolo di Fabio Nigro pubblicato recentemente sul sito letterario Doppiozero
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L’O di Roma 15 aprile 2012

Filed under: abitare,libri,mappe,psicogeografie,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 18:01
Riporto il Preludio del libro l’O di Roma di Tommaso Giartosio, pubblicato per Laterza nella collana “Contromano”, tratto dal blog Le parole e le cose.


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LUOGO: dal Dizionario analogico della lingua italiana 12 febbraio 2012

Filed under: libri,mappe,psicogeografie — Sentimento dello Spazio @ 11:32
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Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia 3 gennaio 2012

Filed under: abitare,geopolitica,libri,paesologia,psicogeografie,viaggio — Sentimento dello Spazio @ 16:35

TerraCarne, di Franco Arminio, poeta, scrittore, regista e paesologo. Il libro, edito da Mondadori (Strade Blu), è un viaggio che parte dalle piccole realtà interne della provincia irpina ma si “estende” anche ad altre realtà della Campania, della Pianura Campana sino ad “espandersi” oltre i confini regionali, inoltrandosi nella terra della Capitanata (Daunia) quindi la parte settentrionale della Puglia, comprendente il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno. Un viaggio di “conoscenza” che arriva anche nei piccoli borghi caratteristici della Lucania.

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Libri come ali 20 novembre 2011

Filed under: antropologia,arte,libri,psicogeografie — Sentimento dello Spazio @ 10:46

“Senza attendere alcun imprimatur, da una decina di anni Peter Wüthrich affida al libro tutto il suo immaginario. Intendiamoci, l’azione da lui intrapresa non ha alcunché di letterario, poiché il suo dominio è l’immagine, il colore, lo spazio e la sua percezione. Ma anche una proiezione behaviouristica che dispone il libro, come l’alter ego, a esibirsi in modi imprevedibili, la cui esponenza ha poco dell’oggettualità e molto più dell’antropologico”.

Bruno Corà in “Peter Wüthrich”, Lierary Towers, Catalogo della mostra, Galleria Christian Stein, Milano, Galleria Fumagalli, Bergamo, 2004.


Da tempo Peter Wüthrich (Berna, 1962) ha eletto il libro a suo strumento espressivo. Il libro è così il bozzolo germinale da cui nascono le sue opere protagonista sempre visibile, pur assumendo spesso identità inaspettate grazie all’immaginario dell’artista. Un libro nel suo caso si rende disponibile a innumerevoli metamorfosi, si apre a incredibili trasformazioni, ma non perde contatto con la propria realtà di oggetto fisico o col proprio corpus di pagine e parole stampate. Con i libri Wüthrich costruisce un mondo parallelo, ma diversamente dallo scrittore che lo fa attraverso le parole, egli riesce a sorprenderci usando le mani come uno scultore e i colori come un pittore. Egli usa le copertine dei libri e i marcapagine, e poi le pagine stesse che ritaglia e cuce come fossero pezze di stoffa o fazzoletti di seta. Con un suo preciso programma poetico-formale, Wüthrich decostruisce e ricostruisce rapporti e significati tra strutture linguistiche diverse. Tuttavia, ognuno di questi pianeti orbita intorno ad un centro, che è appunto rappresentato dal libro e dalla biblioteca, e pure le copertine monocrome, appaiate e appese ad una parete in file regolari, somigliano difatti a farfalle con le ali dispiegate. Wüthrich sembra volerci suggerire che un libro è come un bozzolo di farfalla, e che le pagine aperte di un libro sotto lo sguardo del lettore stupito diventano ali di farfalla. Di questi fragili insetti della famiglia dei Lepidotteri Wüthrich apprezza indubbiamente le campiture, la leggerezza, l‘intoccabilità, i meravigliosi segni con cui la natura decora il loro sontuoso abbigliamento: vesti leggerissime e preziose come la seta, fonte d’ispirazione per i pittori, dal Rinascimento all’Impressionismo e oltre. La farfalla com’è noto è anche l’immagine dell’anima umana, e le ali di farfalla si alzano in volo sostenendo angeli, fate, figure del mito come Hermes, Cupido, o Psiche. Per la Christian Stein Edizioni Wüthrich presenta un’edizione di 32 fotografie ciascuna stampata in 5 esemplari. Si tratta di una serie di foto che ritraggono copertine di libri ritagliate a guisa di farfalle. Ogni farfalla vestita con la sua sinfonia di colori si è posata su un fiore ridondante a sua volta di colori e di screziature, il verde dell’erba inanella quel matrimonio di natura e artificio, di arte e letteratura. Si tratta evidentemente di un lavoro che partendo dalla letteratura, dall’idea di biblioteca, di lista, ci parla per titoli di relazioni concettuose, e poi della bellezza come inganno o della verità come artificio.

Angels of World fa parte di un progetto itinerante che l’artista sta sviluppando da alcuni anni e che ha coinvolto già numerose città, quali Los Angeles, Milano, Londra, Parigi, Santiago de Compostela, Tokyo, Nagoya, Mexico City, Venezia rivelando ogni volta aspetti diversi e peculiari di ciascun luogo. La prima fase del lavoro, quella dell’acquisizione delle immagini, è già una sorta di performance, basata sulla relazione diretta con diversi passanti incontrati per strada dall’artista, che ha chiesto loro di indossare sulle spalle un libro aperto. Le persone diventano angeli messaggeri, guide, protettori alati e il libro si converte così in metafora e diventa veicolo di comunicazione e strumento, simbolico e reale, attraverso il quale si realizza l’opera d’arte.
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Mappe mentali 4 settembre 2011

Filed under: mappe,psicogeografie — Sentimento dello Spazio @ 08:42

Le mappe mentali (mind maps) sono una tecnica sviluppata da Tony Buzan negli anni ’60 che si basa sulla peculiarità della mente umana di associare idee e pensieri in maniera non lineare, attraverso una struttura radiale e una logica associazionistica. Le mappe mentali servono ad organizzare graficamente il proprio pensiero per elaborare nuove idee, prendere appunti, creare connessioni tra argomenti diversi, realizzare report e brainstorming. Non vanno confuse con altri tipi di mappe come le mappe concettuali dalle quali si differenziano sia per la strutturazione, sia per il modello realizzativo, sia per gli ambiti di utilizzo. È importante notare che una mappa mentale non ha un’impostazione gerarchica ma di contesto e dispone gli elementi intorno a un centro secondo una raggiera.

Come nelle mappe immaginarie ed emozionali, nelle mappe mentali i pensieri e le emozioni sono rappresentati geograficamente attraverso il movimento nello spazio. E’ una geografia personale che si sviluppa in uno spazio multidimensionale. Le mappe mentali sono fortemente evocative e comunicano con la nostra parte emotiva. Al primo approccio con una mappa mentale ci si fa trascinare dai colori, disegni semplici, linee sinuose. Solo in secondo momento si comincia ad esplorare, a leggere e a comprendere l’argomento attraverso le parole-chiave che si irradiano dal centro alla periferia catturando il lettore con le varie suggestioni.Creare una mappa è un’esplorazione interiore. E’ il racconto di un viaggio che si concretizzerà nei ricordi e nei racconti intimi. Come sostiene Stefania Nirchi “[…] quella del viaggio della conoscenza è una delle metafore caratteristiche della nostra cultura. Il conoscere è spesso rappresentato come un ‘viaggiare’ fatto di esplorazioni, smarrimenti, scoperte, incontri, avventure, mete. Ed il viaggiare comporta inevitabilmente il conoscere.”Le mappe mentali sono perciò un invito a viaggiare, scoprire, esplorare il territorio della conoscenza in modo diverso e permettono di guardare le cose da un altro punto di vista, scoprire che puoi pensare e scrivere in modo diverso, efficace e divertente.

Ci permettono di sfruttare al meglio le potenzialità dell’emisfero destro del nostro cervello cioè quello che elabora le informazioni in modo creativo e farlo lavorare in sinergia con l’emisfero sinistro che invece è logico, razionale.Sono un modo alternativo per rappresentare il pensiero e la conoscenza innescando profondi sentimenti e intime sensazioni, evocando curiosità, domande, voglia di approfondire e creare nuove e interessanti connessioni.

Segnalo l’interessante blog di Roberta Buzzacchino dove si possono trovare varie informazioni sulle mappe mentali: i migliori software per costruirle, indicazioni pratiche su come applicarle in ambiti differenti, segnalazioni di eventi, iniziative, convegni, corsi di aggiornamento ed approfondimento e link a video, siti, blog, materiali didattici.

Dalla sua esperienza personale e professionale nasce il laboratorio mappe_mentali_lab attraverso il quale l’autrice trasmette la sua conoscenza in aziende, università, scuole, enti e associazioni.

Il blog di Roberta Buzzacchino è un blog di riferimento internazionale sulle mind maps, ne dimostra la sua presenza nella mappa realizzata da Claude Aschenbrenner, autore del blog serial mapper che, utilizzando la mappa della metropolitana di Parigi, ha realizzato il suo visual mapping blogroll raggruppando 70 blog internazionali sulle mappe mentali.

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