Sentimento dello spazio

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Il cinema sentimentale di Aki Kaurismäki 18 dicembre 2011

Filed under: antropologia,cinema — Sentimento dello Spazio @ 10:34

Chi va a vedere un film di Kaurismäki sa cosa si aspetta e cosa vuole, ha in mente come sarà il film eppure sa che anche stavolta resterà sorpreso. Il film sarà una storia di gente umile, sarà un po’ triste perché il mondo è triste, ma sarà anche molto saporito e umoristico perché i personaggi di Kaurismäki non vogliono lasciarsi inghiottire dalla tristezza del mondo. Lo stile sarà surreale e al tempo stesso realistico, il racconto può avere un tono fiabesco, gli interni delle case saranno spogli e lindi, i colori dei muri ci stupiranno, le inquadrature saranno spesso frontali e il montaggio sarà di sicuro limpidissimo. Ogni spettatore che conosce Kaurismäki sa insomma che il suo nuovo film non può che essere un altro sorprendente film di Kaurismäki.

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Centro di permanenza temporanea 24 febbraio 2011

Filed under: arte,cinema — Sentimento dello Spazio @ 22:47

 

Adrian Paci

Centro di permanenza temporanea


Videoproiezione 16:9, 5’30”

2007

 


http://www.italianarea.it/index.php//?idartista=1297431802

 

Mappe delle emozioni 5 febbraio 2011

Filed under: arte,cinema,mappe,psicogeografie — Sentimento dello Spazio @ 13:34

Carte du pays de la Tendre (mappa del paese della Tenerezza), è una mappa immaginaria creata da Madaleine de Scudèry nel 1654 e incisa da François Chauveau. Questa mappa, che è il filo conduttore del saggio di Giuliana Bruno Atlante delle emozioni (Bruno Mondadori, 2006), illustra, in forma di paesaggio, l’itinerario emotivo del romanzo della Scudery (Clélie), dove gli affetti e le emozioni assumono una forma di topografia. “Attraversare quel territorio significa immergersi nel flusso e riflusso di una psicogeografia personale e tuttavia sociale” (Bruno, 2006).

A differenza delle mappe in genere, quella della Scudèry include l’intima esplorazione che collega gli affetti ai luoghi dove le emozioni sono rappresentate attraverso il movimento nello spazio.

“La mappa della Scudèry tracciava un paesaggio di emozioni che andavano sperimentate come una serie di movimenti sensazionali. In questa ‘emozionante’ maniera, dava senso alla posizione degli affetti. Dava inoltre senso allo spaesamento sentimentale” (Bruno, 2006). Era una carta di evoluzioni relazionali che raffigurava rapporti intellettuali ed emozionali tra amiche e il legame erotico e sentimantale tra amanti e, dal punto di vista femminile, favoriva il riconoscimento della soggettività interiore delle donne contro i rapporti basati sullo sfruttamento e l’oggettificazione.

Il viaggio che ci sottoponiamo in questa mappa ci invita al vagabondaggio per attraversare un regno popolato di città e paesaggi. La Carte de Tendre è in parte mappa e in parte veduta. In basso a destra quattro figure sostano accanto a grandi alberi, come se dovessero iniziare il loro viaggio attraverso la mappa. Lungo il tragitto si possono scegliere diversi itinerari, che sono la rappresentazione spaziale degli stadi dell’amore. “Possiamo raggiungere TendresurInclinations per via d’acqua, seguendo il corso celere e diretto del fiume Inclination, che porta a La Mer dangereuse e, al di là del mare, alle amorose terre incognitae. Possiamo raggiungere inoltre Tendresur-Estime attraverso una serie di interludi in terra ferma,che vanno dal ponte della città di Nouvelle amitié in poi, passando dal villaggio di Grand Coeur e percorrendo una serie di frammenti di popolato discorso amoroso” (Bruno, 2006).

Come sostiene la psicoanali sta Jessica Benjamin: “cio che è empiricamente femminile è l’associazione del desiderio con lo spazio” (Benjamin J. 1986). La Carte de Tendre raffigura lo spazio interiore di una donna ed abbozza un paesaggio che assomiglia ad un utero del corpo femminile. Il modo in cui i due lati del «Mare Periglioso» fluiscono nel «Fiume dell’Inclinazione» ci suggeriscono i liquidi corporei in viaggio nello spazio dell’utero femminile. ”Se il paesaggio diventa un corpo, il corpo diventa a sua volta un luogo di cui disegnare la mappa. In questa moda double-face, la cartografia emozionale si veste di curiosità sessuale. Il desiderio di un corpo diventa brama di spazio. Allo stesso tempo, bramare un luogo può convertirsi in desiderio fisico, in faccenda di sensi” (Bruno, 2006).

La mappatura è un impulso che attrav ersa sentimenti e stati d’animo dove il paesaggio este rno si trasforma «protofilmicamente» in paesaggio interiore. Nell’arte della mappatura della Carte de la Tendre di Scudery, come nell’art e cinematografica, il racconto viene identificato geograficamente attraverso le nostre emozioni.

Questa mappa cambiò corso alla cartografia im maginaria e divenne un punto di riferimento per la nuova modalità di mappatura delle emozioni creando un vero e proprio genere.

Tra altre mappe immaginarie ed emozionali, Main Route of Expedition through the Alimentare Canal, è un satirico viaggio nella fantasia alimentare all’interno del corpo dove è possibile vagare attraverso la profondità dei canali viscerali e Map of Matrimony: “Dalla «Baia della presentazione» al «Golfo del Corteggiamento» al «Porto di Imene», si poteva navigare lungo il contatto sessuale. In questa cartina l’arte della mappatura si coniuga con il copione dell’educazione sentimentale, una finzione letteraria davvero grandiosa” (Bruno, 2006).

 

L’artista Annette Messager (Breck sur mer, Francia, 1943; vive e lavora a Parigi)  riconosce il proprio debito nei confronti di Madaleine de Scudéry e della Carte de la Tendre. Nel 1998 scelse come titolo di una sua mostra  Map of Temper, Map of Tenderness. Nel 1988 ha realizzato il disegno Le jardin du tendre (Il giardino delle regioni tenere), un dichiarato rifacimento alla Carte de Tendre. ”Dall’ «albero del silenzio» si dipartono vari sentieri, lungo i quali gli stati d’animo si manifestano in forma di siti e creature. Tra essi compaiono «la curva della tenerezza», «il cammino del caso», «la strada delle confidenze», «il monte dell’assiduità», «i rami dell’oblio», «i fiori della disputa», «l’erba della rottura», «l’albero della riconciliazione» e «il bivio che riporta a casa». Viaggiando su questa mappa si può scegliere e sostare sulle rive del «»lago della tentazione», «meditare al crocevia dell’ambizione» e ai «cerchi della fertilità»; visitare «il boschetto della solitudine» e scivolare lungo il «pendio del pene»; o persino indugiare nel «miraggio di lacrime» ” (Bruno, 2006, 212).

 

Bin-Jip 3 – Iron 24 ottobre 2010

Filed under: abitare,cinema — Sentimento dello Spazio @ 22:04

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Maya Deren 28 luglio 2010

Filed under: cinema,natura — Sentimento dello Spazio @ 19:13

La cineasta d’avanguardia statunitense Maya Deren (1917—1961) è un artista a tutto tondo: attiva portavoce dei film d’avanguardia e con il suo cinema pone l’accento sulle radici ritualistiche dell’arte. In molti suoi film il suo corpo attraversa ed esplora spazi interni ed esterni, procedendo sinuosamente in uno stato ipnotico e rituale.
In At land (1944) lei stessa compie un tragitto avvicendato da indifferenza e incontri curiosi, un viaggio carico di libertà e emozione. Il suo corpo attraversa spazi differenti e antitetici tra loro: nell’incipit del film attraversa una spiaggia, si arrampica su un tronco, poi la ritroviamo in un luogo completamente diverso, prima le sue mani poi il suo volto sbucano sul tavolo di un banchetto animato da intellettuali e artisti. Sale sul tavolo e avanza a carponi fino all’altro capo dove trova una scacchiera con delle pedine che si muovono da sole. Una pedina scivola dal tavolo e finisce nella cavità del tronco e poi nell’ acqua del mare. “E’ un suo viaggio intimo per esteriorizzare uno sguardo personale sul mondo, attraversando territori diversi e primordiali: questo è il segno della propria visione della realtà che Maya Deren esplorerà e perfezionerà come motivo di permanenza nel suo cinema” ( Vegetti Finzi, 1992)
Anita Trivelli, a proposito del film della Deren scrive che “il cinema, come strumento d’immersione della vita, rifrange e ricompone le esperienze sensoriali ed emotive, producendo la continuità artificiale di spazi e luoghi diversi in un eterno presente” (Trivelli, 2003).
Maya Deren sceglieva, come location per i suoi film, luoghi lontani dalla città come luoghi di campagna o giardini. La spiaggia di Amagansett, dove ha girato At land, era raggiungibile solo in barca e dopo una lunga camminata. ”La natura e gli spazi aperti sono, nel cinema di Maya Deren, il luogo del mito e del rito, promuovono nelle immagini quell’aura ‘depersonalizzante’ che la cineasta cercava” (Trivelli, 2003).
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Sabaudia 17 luglio 2010

Filed under: architettura,cinema — Sentimento dello Spazio @ 09:53