Sentimento dello spazio

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Al Tavolo 3 agosto 2013

Filed under: antropologia,arte — Sentimento dello Spazio @ 07:47

Al Tavolo, di Marco Belpoliti, Doppiozero, 21 gennaio 2013

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Ode al sentimento dello spazio 18 novembre 2012

Filed under: abitare,antropologia,arte — Sentimento dello Spazio @ 18:36

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Literature versus traffic in Melbourne 14 settembre 2012

Filed under: antropologia,arte,libri — Sentimento dello Spazio @ 09:16

I Luzinterruptus sono un  collettivo di artisti anonimi che realizzano installazioni di grande impatto visivo. Illuminano la città, la abbelliscono con le luci, “per mettere in luce” i  problemi urbani che passano inosservati alle autorità e ai cittadini. Lanciano per la strada interventi effimeri come nell’installazione urbana Literature versus traffic a Melbourneal Festival Light in Winter

Il tema di quest’anno è stato la lettura. I Luzinterruptus hanno installato per le strade di Melbourne 10.000 libri obsoleti scartati dalle biblioteche pubbliche, illuminati da alcuni LED. Un mese di lavoro, tanti aiutanti per un fiume traboccante di libri negli spazi pedonali e sulla careggiata stradale che hanno rubato spazio prezioso al traffico intenso nella zona. I libri hanno conquistato lo spazio pubblico offrendo ai cittadini un luogo di lettura e convivenza. Durante l’ultima notte ogni lettore aveva la possibilità di raccogliere qualche libro e portarselo con sè.

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Suggestioni da Kassel 27 agosto 2012

Filed under: arte,eventi,mostre — Sentimento dello Spazio @ 10:56

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Dré Wapenaar: tende quotidiane 10 dicembre 2011

Filed under: abitare,antropologia,architettura,arte,mostre — Sentimento dello Spazio @ 14:42

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Libri come ali 20 novembre 2011

Filed under: antropologia,arte,libri,psicogeografie — Sentimento dello Spazio @ 10:46

“Senza attendere alcun imprimatur, da una decina di anni Peter Wüthrich affida al libro tutto il suo immaginario. Intendiamoci, l’azione da lui intrapresa non ha alcunché di letterario, poiché il suo dominio è l’immagine, il colore, lo spazio e la sua percezione. Ma anche una proiezione behaviouristica che dispone il libro, come l’alter ego, a esibirsi in modi imprevedibili, la cui esponenza ha poco dell’oggettualità e molto più dell’antropologico”.

Bruno Corà in “Peter Wüthrich”, Lierary Towers, Catalogo della mostra, Galleria Christian Stein, Milano, Galleria Fumagalli, Bergamo, 2004.


Da tempo Peter Wüthrich (Berna, 1962) ha eletto il libro a suo strumento espressivo. Il libro è così il bozzolo germinale da cui nascono le sue opere protagonista sempre visibile, pur assumendo spesso identità inaspettate grazie all’immaginario dell’artista. Un libro nel suo caso si rende disponibile a innumerevoli metamorfosi, si apre a incredibili trasformazioni, ma non perde contatto con la propria realtà di oggetto fisico o col proprio corpus di pagine e parole stampate. Con i libri Wüthrich costruisce un mondo parallelo, ma diversamente dallo scrittore che lo fa attraverso le parole, egli riesce a sorprenderci usando le mani come uno scultore e i colori come un pittore. Egli usa le copertine dei libri e i marcapagine, e poi le pagine stesse che ritaglia e cuce come fossero pezze di stoffa o fazzoletti di seta. Con un suo preciso programma poetico-formale, Wüthrich decostruisce e ricostruisce rapporti e significati tra strutture linguistiche diverse. Tuttavia, ognuno di questi pianeti orbita intorno ad un centro, che è appunto rappresentato dal libro e dalla biblioteca, e pure le copertine monocrome, appaiate e appese ad una parete in file regolari, somigliano difatti a farfalle con le ali dispiegate. Wüthrich sembra volerci suggerire che un libro è come un bozzolo di farfalla, e che le pagine aperte di un libro sotto lo sguardo del lettore stupito diventano ali di farfalla. Di questi fragili insetti della famiglia dei Lepidotteri Wüthrich apprezza indubbiamente le campiture, la leggerezza, l‘intoccabilità, i meravigliosi segni con cui la natura decora il loro sontuoso abbigliamento: vesti leggerissime e preziose come la seta, fonte d’ispirazione per i pittori, dal Rinascimento all’Impressionismo e oltre. La farfalla com’è noto è anche l’immagine dell’anima umana, e le ali di farfalla si alzano in volo sostenendo angeli, fate, figure del mito come Hermes, Cupido, o Psiche. Per la Christian Stein Edizioni Wüthrich presenta un’edizione di 32 fotografie ciascuna stampata in 5 esemplari. Si tratta di una serie di foto che ritraggono copertine di libri ritagliate a guisa di farfalle. Ogni farfalla vestita con la sua sinfonia di colori si è posata su un fiore ridondante a sua volta di colori e di screziature, il verde dell’erba inanella quel matrimonio di natura e artificio, di arte e letteratura. Si tratta evidentemente di un lavoro che partendo dalla letteratura, dall’idea di biblioteca, di lista, ci parla per titoli di relazioni concettuose, e poi della bellezza come inganno o della verità come artificio.

Angels of World fa parte di un progetto itinerante che l’artista sta sviluppando da alcuni anni e che ha coinvolto già numerose città, quali Los Angeles, Milano, Londra, Parigi, Santiago de Compostela, Tokyo, Nagoya, Mexico City, Venezia rivelando ogni volta aspetti diversi e peculiari di ciascun luogo. La prima fase del lavoro, quella dell’acquisizione delle immagini, è già una sorta di performance, basata sulla relazione diretta con diversi passanti incontrati per strada dall’artista, che ha chiesto loro di indossare sulle spalle un libro aperto. Le persone diventano angeli messaggeri, guide, protettori alati e il libro si converte così in metafora e diventa veicolo di comunicazione e strumento, simbolico e reale, attraverso il quale si realizza l’opera d’arte.
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Luoghinvisibili 2 agosto 2011

Filed under: abitare,antropologia,architettura,arte — Sentimento dello Spazio @ 08:29

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