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Un pensiero per Ai Weiwei 11 giugno 2011

Filed under: architettura,arte,mostre — Sentimento dello Spazio @ 08:52

Alla Biennale la sua assenza si fa sentire.  Tutti girano con una borsa rossa con la scritta “Free Ai Weiwei”.«Abbiamo scritto una lettera all’ambasciatore cinese – ha dichiarato il presidente della Biennale, Paolo Baratta – per chiedere di avere notizie su Ai Weiwei. Negli ultimi sei mesi abbiamo aspettato una voce che manca all’arte, la sua». Giuseppe Stampone lo ricorda con una insegna luminosa davanti una chiesa alla Giudecca.


Dimensioni di un saluto: Bye Bye Ai Weiwei
di Elena Forin


Quattordici lettere per un messaggio al mondo: Giuseppe Stampone saluta così l’artista cinese arrestato il 2 aprile e detenuto in una località segreta. Da quel giorno,incessanti manifestazioni di supporto e solidarietà, invocano la liberazione e fanno di tutto per scuotere l’opinione pubblica su scala mondiale. Già alcuni mesi addietro, la comunità internazionale si era espressa a sostegno di Ai Weiwei e contro le misure restrittive che il governo cinese aveva varato contro di lui, a causa del
suo impegno sul fronte dei diritti umani.In questo sistema di voci che chiedono risposte, si contrappone il silenzio di quella parte del mondo che invece tace, e che affermando una logica economica e politica, riesce a prevalere sulle altre.
Stampone analizza queste due realtà, ne ascolta le parole e i silenzi, e, a partire da questo assordante vuoto istituzionale, elabora il proprio personale messaggio.

Esistono differenze sostanziali tra società e comunità: quest’ultima rappresenta un modello di aggregazione basato su principi di condivisione. Una società invece è basata su relazioni di scambio, e anche per questo rappresenta il modello di sviluppo umano e relazionale dell’epoca industriale e postindustriale. Stampone individua nel movimento di opinione intorno ad Ai Weiwei, una comunità, ovvero un gruppo esteso oltre ogni idea geografica o territoriale, che si trova unito da un intento di salvezza. La realtà economica e politica non solo cinese ma internazionale e globale, rispondendo a questi appelli col silenzio e con una concreta ma mai dichiarata impossibilità ad attivare soluzioni diplomatiche attive, si presenta essa stessa come comunità, pur seguendo i dettami imposti dalla struttura economica dei modelli
“societari”. A distinguere questi due modelli, è la differente logica che li anima.
Questa logica porterà il silenzio a prevalere sul coro: nessun governo andrà a mettere in discussione il potere della Cina. Per questo Bye Bye Ai Weiwei è un ultimo terribile saluto.

Bye Bye Ai Weiwei è una grande scritta retroilluminata sulla facciata di un ex convento palladiano, uno dei più celebri e raffinati volti architettonici della Giudecca e di Venezia. Oggi trasformato nelle sue funzioni,questo luogo che si affaccia sulla laguna, su San Marco e le Zattere, è traccia di una sobrietà, di una eleganza e di un rigore moderno e universale.
Stampone sceglie questo luogo come uno spazio preservato dal tempo, comel’immagine assoluta di un equilibrio e di una razionalità estetica tanto rigorosa, quanto poetica. In questa grazia e in questo sereno andamento delicatamente pittorico, Stampone vede un valore etico e un insegnamento sociale – oltre che artistico-che questa sua scritta e queste sue parolevogliono amplificare, fino a riecheggiare in tutta la laguna e a raggiungere ogni visitatore arrivato dal mondo per vedere la Biennale. Il suo messaggio è veicolato da quegli ideali che per Palladio rappresentavano la perfezione e la resistenza al tempo, e che oggi per Stampone diventano una
radice imprescindibile per il suo messaggio di rassegnazione.

Bye Bye Ai Weiwei va a contrastare la propaganda del silenzio che ha prodotto l’incarcerazione dell’artista, ma va anche a far tacere tutte quelle voci che semplicemente sperano con la loro protesta,di cambiare questa situazione. Ecco perché Stampone lancia un messaggio che va al di là delle parole: il suo saluto è affisso in un luogo storico in cui tanto spessore si è consumato, e ancora oggi si consuma. Il volto storico del Palladio e laratio del suo approccio al costruire l’idea dell’arte è lo sfondo dell’opera, della dignità con cui si affronta la consapevolezza di questo destino, della compostezza con cui viene espresso un messaggio secco, duro, spietato e doloroso. In questo spazio, in cui eticità, storia e presente si uniscono,Stampone crea una nuova immagine dei fatti.

L’immagine dell’opera, quasi una “cartolina”visibile dai luoghi “da cartolina” di Venezia (Piazza San Marco, la Punta della Dogana, le Zattere), si potrà scaricare dal sito che Stampone ha creato , www.byebyeaiewiwei.com (connettiva per metodologia dell’artista dal 25 giugno 2011) e che è parte integrante e fondamentale dell’opera. In questo luogo della rete, si potrà creare una ulteriore comunità, in cui tutto il mondo potrà lasciare un suo segno, un suo commento, una sua considerazione sulla necessità del saluto ad Ai Weiwei. Chi sceglierà di scrivere un proprio contributo, di fatto non solo sosterrà questa ulteriore posizione tra il silenzio e la speranza del rilascio, ma lascerà una traccia della propria esperienza; ciascuna di queste tracce, tutte visibili sul sito, andrà a creare una mappa sempre più ricca di contenuti, trasformando l’immagine scaricata dell’opera, nell’immagine di un’esperienza vissuta, condivisa, diffusa nella dimensione della rete, in cui per Stampone si compie la possibilità di un dialogo e di un accrescimento puro, diretto, e senza filtri. La rete rappresenta nel bene e nel male, uno dei luoghi di maggiore libertà, e la libertà, secondo chi scrive, è la neodimensione su cui Stampone veicola i propri messaggi e diffonde la propria opera , creando una idea di comunità intenzionata a uno scambio reale tra differenti punti di vista e mentalità, e stabilendo una nuova irraggiungibile frontiera per i contenutiche un’opera può veicolare.

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