Sentimento dello spazio

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La voce del silenzio 11 aprile 2011

Filed under: abitare,eventi,mappe,silenzio — Sentimento dello Spazio @ 21:33

Sarà perché la memoria e il suo ascolto sono un fatto eminentemente interiore, e richiedono spazi e tempi propri, separati dai suoni, dai gesti, dalle consuetudini e dalle parole della comunicazione ordinaria, fatto sta che l’idea di un’Accademia del Silenzio è venuta alla luce dalle molteplici esperienze maturate nella Libera Università dell’Autobiografia, e da una sua costola, materialmente, è nata, ad Anghiari, nel dicembre 2010. Suoi patrocinatori sono la giornalista e ricercatrice Nicoletta Polla Mattiot e Duccio Demetrio, ordinario di filosofia all’Università Milano Bicocca.
Come si legge sul sito, obiettivi di questa singolare istituzione sono la valorizzazione e il rispetto del silenzio e dei suoi luoghi, della ricerca interiore, dell’ascolto di suoni, voci, natura, contro l’inutile rumore; l’approfondimento delle occasioni e delle risorse intellettuali che hanno la necessità del silenzio; la sperimentazione di un “linguaggio del silenzio” e di una sua grammatica, necessari all’ascolto e alle parole. Segnaliamo, fra l’altro, che qualche giorno fa a questa iniziativa Radio3 Suite ha dedicato largo spazio.

Nel sito un articolo di Anna Cecchini, La voce del silenzio, racconta della relazione fra bambini e silenzio in una ordinaria giornata di vita alla scuola d’infanzia. Le sue parole ci hanno conquistati, e dato la misura, nel breve volgere di poche frasi, di quanto, nella pratica educativa, il silenzio sia una dimensione necessaria, addirittura vitale ai tempi e ai modi della sensibilità e della percezione infantile.
Anna Cecchini, è collaboratrice scientifica della Libera Università dell’Autobiografia. Attualmente opera presso l’istituto comprensivo di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini. Da anni, sperimenta insieme ai bambini la pratica narrativa autobiografica, in questo caso legata al silenzio. Quando l’abbiamo contattata per chiederle il permesso di pubblicare il suo scritto, ci ha raccontato in che modo, ogni mattina, porta fra i bambini questa esperienza.

Al mattino, l’ingresso dei bambini a scuola è accompagnato da un sottofondo musicale. Il momento è prolungato, vivace, accogliente, connotato da saluti, scambi, dialoghi fra la maestra, i genitori e i bambini, che si ritrovano e interagiscono liberamente fra loro negli spazi predisposti (l’angolo del disegno, dei libri, della casa della bambola, del tappeto con i materiali, il tavolo degli animali ecc); alle nove segue la chiusura del cancello. Dopo un veloce riordino degli ambienti, Anna si siede in quello che viene chiamato “l’angolo delle parole”, dove invita i bambini a fermarsi, a sostare all’ascolto «del silenzio che c’è in tutte le cose». Ogni giorno quindi, i bambini sono invitati a leggere il silenzio «che si trova ovunque»: si osserva un colore, un oggetto e silenziosamente si pensa e ogni pensiero si ricollega a un altro e poi a un altro ancora. Dopo questa lunga pausa, in cui i bambini singolarmente sono assorti nell’ascolto, e immersi a riflettere sull’esperienza che fanno, segue l’invito di Anna a comunicare agli altri impressioni, sensazioni, emozioni. Si ricomincia, dunque, a parlare, ma, secondo le indicazioni della maestra, a bassa voce: perché le parole che sorgono dal silenzio portano con sé qualcosa di importante di questa esperienza, sono parole che nascono diversamente e hanno bisogno di una voce che sappia dire, con il tono giusto, la cura e l’attenzione. Mentre i bambini parlano, Anna scrive, appuntandosi i loro pensieri. E quando lo scambio ha termine, Anna legge il frutto delle loro osservazioni, citando i loro nomi e i bambini si sentono fieri. E di nuovo ci si scambiano riflessioni, idee, considerazioni, su quel che si è detto, ascoltato, provato. A noi sembra che il lavoro di Anna abbia un’importanza e una profondità straordinarie. E sia il segno di un umanesimo vivo, attento, tenace, che non si arrende al caos e al degrado, e li combatte, certo, silenziosamente, ma con armi affilate.

Dallo scritto di Anna Cecchini:

Scuola dell’infanzia… ore 9,15 di una mattina di dicembre 2010.
Così, nell’angolo delle parole, si comincia una nuova giornata.
Finestra mezza aperta… vociare di bimbi…  confusione, frastuono, chiasso… tanto!
Poi un gesto, un richiamo all’ordine, all’ascolto, all’attenzione…
 “Bimbi… Ssssss… arriva… è la voce del silenzio!”

E subitamente calano i toni, sopraggiunge la calma… bisbigli… silenziosità.

Occhi grandi, incuriositi scrutano la finestra. Affascinati, aspettano ormai ogni mattina di ascoltare quel magico silenzio, pressoché amico, che torna a trovarci per indurci al suo stare… e nell’attesa osserviamo, ci incantiamo… Ammaliati, scopriamo la meraviglia nascosta nei colori e nelle cose che ci circondano.

Ora ascoltiamo: si odono rumori diversi che si sentono solo quando c’è davvero il silenzio, effetti sonori mai uditi. Il fruscio delle foglie che si distaccano dagli alberi trasportate da una folata leggera… “il vento che fa il tamburo”, un cane che abbaia “da laggiù”… macchine lontane che suonano… e poi più niente! Silenzio…! Silenziosamente captiamo il suo benessere, la sua armonia che si addentra nei nostri corpi e diventa rilassamento, attenzione, ascolto… è emozione!

Spontaneamente, “nell’angolo delle parole”, in silenzio, di giorno in giorno il gioco si gode, si prolunga… le sensazioni aumentano; le parole che volano nell’aria sono analisi vere di ascolti interiori, di emozioni. L’esperienza ormai è diventata parte anche del gioco libero. Volutamente i bambini, a piccoli gruppi, di tanto in tanto chiedono di dividersi in spazi più tranquilli della scuola, “per parlare piano” e per ascoltare “la voce del silenzio”.



Le due immagini sono tratte dai manifesti che dieci giovani studi di grafica, da Torino a Treviso, hanno ideato per Fuoribiennale (www.fuoribiennale.org) in occasione del Festival del silenzio.

Qui nel sito dell’Accademia del silenzio si possono segnalre sulla mappa i posti dove si può ascoltare il silenzio. Luoghi che non possono essere definiti spazi di vita reali, ma che lo diventano quando sentiamo che sono sede di emozioni e luogo di interiorità.

https://sites.google.com/a/ascoltareilsilenzio.org/ascoltareilsilenzio/

Ascolta lo speciale su Radio3 Suite

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