Sentimento dello spazio

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100 milioni di semi di girasole 22 novembre 2010

Filed under: arte,eventi,giardini,mostre — Sentimento dello Spazio @ 00:08

L’installazione fa parte della serie Unilever, inaugurata nel 2000   dall’artista Louise Bourgeois con il suo ragno gigante in metallo


Una grande installazione, che rapisce e conquista, di raro spessore e commovente bellezza. Ai Wei Wei con Sunflower Seeds nella Turbine Hall della Tate Modern ci regala un momento toccante.

Piu’ di 100 milioni di semi di girasole sono stati scaricati all’interno della Turbine Hall, a formare un tappeto suadente, invitante, che ti avvolge e ti protegge, mentre sei cullato dallo scricchiolio dei passi. I semi pero’ non sono un prodotto naturale, ma un manufatto artistico di alto livello: sono pezzi unici in porcellana realizzati e dipinti a mano da piu’ di 1600 lavoratori della citta’ cinese di Jingdezhen, famosa per la produzione della porcellana Imperiale.

L’opera, che pesa in tutto 150 tonnellate ed è arrivata a Londra dalla Cina e vuole simbolizzare le carestie patite dal popolo cinese ai tempi di Mao Tse-tung e che, tra il 1958 e il 1961, costarono la vita a più di 30 milioni di persone. La propaganda rappresentava Mao come il sole al quale tutti i girasoli guardavano, mentre il dividersi i semi era gesto di amicizia in quei tempi bui di repressione e poverta’. ”I semi”, ha spiegato Weiwei, ‘’sono i ricordi degli anni del comunismo e noi li condivideremo con gli amici”.

I visitatori potevano infatti camminare sul tappeto di semi, profondo più di 20 centimetri, giocare o esibirsi in disegni ,un po’ come si fa con i giardini zen d’impronta giapponese e alla fine della giornata gli addetti della Tate riportavano tutto a zero grazie a dei lunghi rastrelli. Era impossible uscire dalla mostra senza essere tentati  malgrado le raccomandazioni, di pensare, solo pensare, di rubare qualche seme…

Presto però sono arrivati i problemi. I semi, infatti, non erano stati smaltati affinché apparissero più somiglianti ai veri semi di girasole e per evitare che fossero troppo scivolosi. Dunque, quando venivano mossi si sollevavano nuvole di polvere e le mani di chi li toccava diventavano rapidamente grigie come se si fosse letto il giornale per ore. La direzione della galleria d’arte, temendo rischi per la salute per il  pubblico, ha deciso, d’accordo con l’autore, di recintare l’installazione e permetterne la visione o al di là dei nastri o da un ponte sollevato sopra la sala. Non è certo la stessa cosa, si perde la parte tattile ed esperienziale: i semi sembreranno omogenei nel grigiore generale e sarà preclusa la mirabile sensazione di constatare l’unicità di ciascun pezzo dipinto a mano in entrambi i lati.

 


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