Sentimento dello spazio

Just another WordPress.com site

Maya Deren 28 luglio 2010

Filed under: cinema,natura — Sentimento dello Spazio @ 19:13

La cineasta d’avanguardia statunitense Maya Deren (1917—1961) è un artista a tutto tondo: attiva portavoce dei film d’avanguardia e con il suo cinema pone l’accento sulle radici ritualistiche dell’arte. In molti suoi film il suo corpo attraversa ed esplora spazi interni ed esterni, procedendo sinuosamente in uno stato ipnotico e rituale.
In At land (1944) lei stessa compie un tragitto avvicendato da indifferenza e incontri curiosi, un viaggio carico di libertà e emozione. Il suo corpo attraversa spazi differenti e antitetici tra loro: nell’incipit del film attraversa una spiaggia, si arrampica su un tronco, poi la ritroviamo in un luogo completamente diverso, prima le sue mani poi il suo volto sbucano sul tavolo di un banchetto animato da intellettuali e artisti. Sale sul tavolo e avanza a carponi fino all’altro capo dove trova una scacchiera con delle pedine che si muovono da sole. Una pedina scivola dal tavolo e finisce nella cavità del tronco e poi nell’ acqua del mare. “E’ un suo viaggio intimo per esteriorizzare uno sguardo personale sul mondo, attraversando territori diversi e primordiali: questo è il segno della propria visione della realtà che Maya Deren esplorerà e perfezionerà come motivo di permanenza nel suo cinema” ( Vegetti Finzi, 1992)
Anita Trivelli, a proposito del film della Deren scrive che “il cinema, come strumento d’immersione della vita, rifrange e ricompone le esperienze sensoriali ed emotive, producendo la continuità artificiale di spazi e luoghi diversi in un eterno presente” (Trivelli, 2003).
Maya Deren sceglieva, come location per i suoi film, luoghi lontani dalla città come luoghi di campagna o giardini. La spiaggia di Amagansett, dove ha girato At land, era raggiungibile solo in barca e dopo una lunga camminata. ”La natura e gli spazi aperti sono, nel cinema di Maya Deren, il luogo del mito e del rito, promuovono nelle immagini quell’aura ‘depersonalizzante’ che la cineasta cercava” (Trivelli, 2003).




Annunci
 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...